Proseguono le prove di tensione sul versante del mar cinese meridionale: dopo l’annuncio degli imminenti scali del neo-eletto presidente Lai Ching-te e alle Hawaii e nel territorio americano di Guam, la portavoce del ministero degli esteri Mao Ning ha intimato agli Stati Uniti di esercitare la “massima cautela” nei rapporti con Taiwan, ribadendo la “ferma opposizione della Cina a qualsiasi forma di scambio ufficiale tra USA e Taiwan” e la contrarietà di Pechino sul “transito del leader regionale di Taiwan attraverso gli Stati Uniti sotto qualsiasi nome o pretesto“.

Esercitazioni delle forze militari cinesi intorno a Taiwan – (Afp)
il Taiwanese Ministry of National Defense, in una nota ufficiale diffusa questa mattina, ha annunciato di aver rilevato la presenza di 41 veicoli da guerra (33 aerei e 8 navi) dell’Esercito di Liberazione Popolare cinese all’interno del proprio confine marittimo. Un avvertimento chiaro lanciato dagli alleati americani, in un momento storico che vede Pechino ben cosciente delle difficoltà dei suoi avversari nel gestire al contempo il fronte ucraino e quello mediorientale.

Xi Jinping e Vladimir Putin, incontro a Mosca (2023) – (ANSA/ Sir)
Quella tra Cina e Russia è una sinergia che trova significato esclusivamente in funzione anti-americana. Le due potenze restano rivali secolari che hanno tuttavia deciso di mettere in stand-by le proprie questioni (tra cui rivendicazioni e ferite mai sanate, come l’appoggio russo all’indipendenza della Mongolia) per andare contro un più potente nemico comune. Beneficiare di una tregua con i russi in funzione anti- cinese è, viceversa, un proposito che inizia a farsi largo anche negli apparati statunitensi, consci dell’importanza della partita sull’Indo-Pacifico, predominante su tutte le altre.
Una comunione economica, che procrastina confliggenti pretese di potenza
“Il commercio tra Cina e Russia ha raggiunto i 240 miliardi di dollari nel 2023, con una crescita del 26,3% rispetto al 2022. Le esportazioni cinesi verso la Russia sono aumentate del 46,9% del periodo 2022-2023 e del 64,2% nel periodo 2021-2023. La Cina così è diventata il maggior partner commerciale della Russia, superando l’Unione Europea“. (Forbes).
La natura stessa (economica ed energetica) della partnership indica che si tratta di un’interdipendenza temporanea che tiene aperti i conti delle traiettorie a lungo termine delle due potenze. Nel frattempo, il progetto per il Power of Siberia 2 (il gasdotto di 2200 km che avrebbe dovuto sancire la nascita del nuovo asse energetico tutto asiatico) si è bruscamente fermato sulle cifre che i cinesi intendono pagare per le forniture, confermando che i due (ex?) Imperi sono tutt’altro che un’unica entità.

Donald Trump e Joe Biden alla Casa Bianca (2024) – (Evan Vucci/ AP)
Dalla Casa Bianca, ufficialmente, non è arrivata alcuna replica alle manovre dell’esercito cinese. Il fatto che tutto ciò sia avvenuto nel periodo del passaggio di consegne da Biden a Trump, tuttavia, evoca un messaggio chiaro: i cinesi continueranno a spingere su Taiwan, a prescindere da chi sia l’inquilino della White House, cercando di dimostrare gli statunitensi una sorta di sfacciataggine bellica che funzioni tanto da promemoria della propria vita egemonica nello scacchiere mondiale, quanto da velata minaccia diretta ai delicati equilibri del Pacifico.





