Per anni visto più come un impedimento che non come un vantaggio, il Mediterraneo si accinge ad essere un crocevia strategico di fondamentale importanza per il posizionamento nostrano nello scacchiere internazionale. In particolare, grazie alla fitta rete di cavi sottomarini a marchio Telecom che rappresentano nel medio-lungo termine una seria possibilità per l’Italia di trovarsi in una posizione di pesante credito verso i paesi del nord Africa, del mar Ionio e di buona parte del Medio Oriente.

BlueMed: la data-route del Mediterraneo

Per l’Italia, al momento, i due milioni e mezzo di chilometri quadrati di Mediterraneo hanno molto più da offrire nelle profondità degli abissi che non sulla superficie navigabile. “In fondo al mar”, dal 2019 (operativo dallo scorso anno), giace infatti la più grande infrastruttura tecnologica per importanza strategica che porti bandiera tricolore: il cavo sottomarino BlueMed.

Cavo BlueMed (Porto di Genova)

Si tratta di una dorsale in Fibra Ottica sottomarina di ultima generazione, ad alta capacità trasmissiva (cavidotto multifibra da 18Tbps per Fiber Pair), che allo stato attuale si estende per 4.696 chilometri. L’affaire BlueMed è da inquadrare nella più vasta cornice del Blue & Raman Submarine Cable Systems, realizzato in partnership con Google e altri operatori, che si estenderà fino a Mumbai, in India.

Nato come linea di collegamento diretta tra i principali hub marittimi italiani (Genova, Olbia, Palermo, Roma), la sua dimensione strategica ha acquisito nuove prospettive grazie ai recenti ampliamenti strutturali che lo hanno portato a percorrere un tragitto che inizia a Marsiglia (Francia) e termina ad Aqaba (Giordania), stabilendo i suoi snodi principali a Geroskipou (Cipro), Bastia (Francia), Chania (Grecia), Benghazi e Derna (Libia) e Tel Aviv (Israele).

Tragitto del cavo BlueMed – (Telegeography: Submarine Cable Map)

Ciascuna coppia di fibre è illuminata con piattaforma trasmissiva innovativa con throughput pari a 30 Terabit al secondo (Tbps), che è attualmente la maggiore capacità di dorsale sottomarina per coppia di fibra in servizio nell’area del Mediterraneo, destinata ad aumentare con l’evoluzione successiva della tecnologia.

La realizzazione di BlueMed rientra nel quadro delle misure di potenziamento e ammodernamento della più ampia infrastruttura strategica Defence Information Infrastructure (DII) ed è volta a incrementare il livello di resilienza della Rete In Fibra Ottica Nazionale (RIFON).

BlueMed è parte di un più vasto progetto di messa in opera di futuri cavi sottomarini che garantiscono un accesso diversificato sulla costa europea occidentale, rafforzando il ruolo dell’Italia come gateway digitale tra Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa.1

  1. Ares Osservatorio Difesa: Via libera dalla Difesa Italiana alla costruzione della dorsale in fibra ottica BlueMed – (Aurelio Giansiracusa)

Traiettorie geopolitiche dirette in Africa

Se l’Italia sembrava aver abbandonato ogni speranza d’influenza africana con la destituzione di Gheddafi in Libia, la via infrastrutturale sottomarina è un ritorno a spron battuto nel continente, che ora come mai ha estremo bisogno di disporre della banda larga.

Concentrandosi sugli abitanti dell’Africa subsahariana, dove vive il 15% della popolazione mondiale, ci si rende conto che soltanto il 6% di essi ha accesso alla banda larga1. In tutto il continente africano, fino al 2019, meno di una persona su quattro accedeva ad internet. E nonostante un discreto miglioramento post-pandemia COVID, oggi non è cambiato granché.2

2. Unconnected.org: Impact of the Internet in Africa – (Mea Thompson)

Leader africani ed europei al Senato della Repubblica

Portare le connessioni nell’Africa subsahariana, la più arretrata sotto questo punto di vista, significa creare un clientelismo strategico di fondamentale importanza per la proiezione internazionale italiana, che può rivedere opportunità di cooperazione nel continente dopo quasi vent’anni.

Per la via balcanica, ecco GreenMed

Con GreenMed, Sparkle continua l’espansione della sua rete creando una rotta dalle caratteristiche fortemente innovative che attraversa il bacino del Mediterraneo a supporto della domanda di connettività intercontinentale e della crescente digitalizzazione dell’area balcanica”, così l’ad di Telecom Sparkle S.p.a. Enrico Maria Bagnasco presenta GreenMed, un nuovo sistema di cavi sottomarini che attraverserà il Mare Adriatico collegando l’Italia alla Croazia, al Montenegro, all’Albania, alla Grecia e alla Turchia, per poi estendersi ulteriormente nel Mediterraneo.

Enrico Maria Bagnasco, amministratore delegato di Telecom Sparkle S.p.a.

In una dimensione di chiara espansione degli obiettivi strategici, è chiaro che l’Italia potrà vantare un ruolo di gateway anche per l’est Europa: secondo stime del Boston Consulting Group, per il traffico di rete nel continente europeo è previsto un aumento dei flussi del 40%. Flussi che, inesorabilmente, passeranno da GreenMed.

Guerra ibrida e sicurezza sottomarina: quali pericoli?

L’importanza cruciale di questo tipo di asset apre scenari importanti sulle nuove forme che i conflitti arrivano ad assumere nel tempo. Segnali di allerta sono infatti già arrivati dal mar Baltico, dove due importanti cavi di fibra ottica sottomarini (rispettivamente tra Svezia-Lituania e Germania-Finlandia) sono stati tranciati da una nave mercantile cinese, la Yi Peng 3; la stessa sorte, due anni fa, era toccata al Cable Shefa-2, che connette le diciotto isole di Faroe alla Scozia, passando per le Shetland e le Orcadi, lasciando Svezia e Danimarca senza internet.

Ad oggi gli eserciti nazionali si occupano regolarmente della sorveglianza di tutto ciò che si trova nelle rispettive acque territoriali, sebbene in più di un’occasione ci siano stati problemi nel garantire una copertura militare adeguata a infrastrutture che spesso si sviluppano in lunghezza per centinaia, se non migliaia di chilometri.

È anche in quest’ottica che, da un anno a questa parte, nel Mediterraneo sono state dispiegate due tra le portaerei di punta dell’esercito statunitense: la USS Ford e la USS Eisenhower.

La portaerei americana USS Gerald Ford nelle acque del Mediterraneo

Sfida di vitale importanza per il futuro di lungo termine italiano, l’ambizioso progetto di infrastrutture digitali sottomarine deve essere occasione di rilancio internazionale anche nell’ottica di un’inevitabile redistribuzione delle mansioni geopolitiche in un momento di confusione dovuto ai numerosi conflitti aperti tra Europa e Medio Oriente.

Se l’Italia sarà capace di porsi autonomamente come interlocutore primario in territori che apparentemente sono lontani dall’attuale interesse di Washington, sarà davvero possibile tornare a parlare di proiezione strategica italiana su scala mondiale.

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